Se sono proprietario di un terreno, ma non ho intenzione di coltivarlo, posso fare parte di un’iniziativa agrivoltaica?

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La risposta è sì. Se il proprietario del terreno non vuole coltivarlo, il progetto si può fare lo stesso, anche se è necessario trovare un agricoltore disponibile alla coltivazione.

Se ho intenzione di coltivare, verrò coinvolto nella progettazione dell’impianto?

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L’agricoltore interessato a coltivare il fondo viene coinvolto in un processo di co-progettazione fin dall’inizio dell’iniziativa stessa. E’ necessario individuare le caratteristiche tecniche, agronomiche, economiche e culturali assieme all’agricoltore. Verranno forniti dei dati ed elaborati grafici preliminari, sui quali poter fare commenti e fornire suggerimenti. I dati essenziali sono ad esempio la disposizione delle stringhe di moduli fotovoltaici, la larghezza delle file, l’altezza delle strutture di supporto, gli angoli di rotazione, la disposizione dell’eventuale recinzione, etc.

Come posso sapere se la mia azienda agricola è compatibile con un’iniziativa agrivoltaica?

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Compileremo assieme un questionario ricognitivo su aspetti tecnici agronomici (ad esempio gli ingombri dei mezzi meccanici, la pedologia, i cicli colturali tipici, la gestione della fertilità del suolo e dell’evacuazione delle acque di superficie, etc.), socio-culturali (ad esempio gli indirizzi produttivi, gli aspetti di paesaggio e di filiera locale, etc.) ed economici (ad esempio la redditività, le ore lavorate, etc.).

Quali sono le colture compatibili con l’agrivoltaico?

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Se possibile si cerca di mantenere le colture già in atto prima del progetto agrivoltaico o quelle più tipiche; non tutti i tipi di colture però sono idonee allo sviluppo di un agrivoltaico. Nella co-progettazione, troveremo un compromesso tra caratteristiche del luogo, ombreggiamento delle colture, distanza/altezza delle strutture e produttività agricola.

I moduli fotovoltaici sono fissi? Come sono ancorati al terreno?

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I moduli fotovoltaici sono montati su strutture metalliche che seguono il percorso giornaliero del sole da est a ovest, producendo quindi un ombreggiamento dinamico e non fisso. Sono infissi meccanicamente nel terreno senza l’uso di cemento e senza fondazioni.

Quale può essere un sistema irriguo adatto all’agrivoltaico e alle colture che si prevede di praticare?

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L’agrivoltaico offre un’infrastruttura adatta all’efficientamento del sistema irriguo con tecnologie a ridotta pressione e consumo di risorsa idrica (es. sprinkler, ale gocciolanti). Alcune tecnologie non sono idonee, come lance e pivot, perché interferiscono con i moduli fotovoltaici.

Come sarà condotto il cantiere agrivoltaico e quali sono i rischi per i fenomeni di compattazione del suolo?

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Il cantiere agrivoltaico verrà condotto in modo da minimizzare i rischi di compattazione del suolo. Questo includerà misure di prevenzione, come ad esempio la massimizzazione del passaggio di mezzi leggeri e cingolati e l’ingresso in campo con umidità adeguata del suolo.

Quali saranno gli impatti sul paesaggio?

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Il paesaggio è parte integrante del progetto agrivoltaico. Attraverso una progettazione che rispetti il mosaico esistente degli altri elementi di paesaggio e l’uso di opere di mitigazione visiva come siepi e fasce verdi, ci si vuole assicurare che l’impianto possa contribuire al godimento del paesaggio rurale.

Che destino per il contributo PAC?

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Secondo la Circolare AGEA n. 101005 dell’11 dicembre 2025, i contributi PAC si possono percepire se viene coltivata anche l’area sotto i moduli fotovoltaici.

Agricoltura di precisione: come si possono ottimizzare agrivoltaico e tecniche agricole di precisione?

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L’impianto agrivoltaico può essere dotato di sistema di monitoraggio di temperatura e umidità dell’aria e del suolo. Questo può permettere di ottimizzare i turni e volumi irrigui, portando a dei risparmi idrici e di monitorare l’andamento delle colture in relazione al loro stadio di sviluppo e contribuire a prevenire possibili malattie.

Quali sono i rischi per la sicurezza lavorando in ambiente elettrico?

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Gli operatori che lavorano in un impianto agrivoltaico devono obbligatoriamente essere formati sugli specifici rischi di un impianto elettrico. Inoltre, i cavidotti devono essere realizzati a profondità maggiori delle lavorazioni agricole e vengono opportunamente segnalati.

Come saranno disciplinati i potenziali danni recati alle colture per le manutenzioni straordinarie dell’impianto elettrico?

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Il rapporto tra produttore elettrico e coltivatore dovrà essere regolato da un apposito contratto di coltivazione, che prevederà anche specifiche forme di indennizzo per gli eventuali danni dovuti a manutenzioni non rimandabili.

L’energia elettrica prodotta potrà essere utilizzata per l’agricoltura?

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L’energia elettrica prodotta dall’agrivoltaico può contribuire all’elettrificazione di processi produttivi (es. pompe irrigue) e macchinari (es. trattori), tuttavia è necessaria un’ attenta valutazione caso per caso degli aspetti tecnici e normativi.

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